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Digital Legacy: cosa succede ai nostri profili social dopo la morte?

Nell’era della connessione costante, la nostra presenza non si esaurisce più solo nella dimensione fisica, ma prosegue in quella virtuale. Foto, pensieri e relazioni restano custoditi nei server dei giganti del web, nei social network e nei motori di ricerca, anche quando non ci siamo più. 

Gestire la Digital Legacy (eredità digitale) è quindi diventato un nuovo aspetto fondamentale della pianificazione del fine vita, che molti ignorano. Infatti, sempre più famiglie si interrogano su come recuperare o chiudere i profili dei propri cari.

Qui una nostra breve guida su come gestire queste necessità.

L’eredità digitale e la legge italiana: l’Articolo 2-terdecies

In Italia, la tutela dei dati personali post-mortem è regolata dal Codice della Privacy (D.Lgs. 196/2003, aggiornato dal D.Lgs. 101/2018). L’articolo 2-terdecies stabilisce che i diritti relativi ai dati personali di una persona defunta possono essere esercitati da chi ha un interesse proprio o chi agisce “per ragioni familiari meritevoli di protezione” come, per l’appunto, i familiari stretti. 

Questo significa che, legalmente, gli eredi hanno il diritto di accedere ai contenuti digitali, a meno che il defunto non lo abbia espressamente vietato per iscritto. Si tratta di un passo avanti cruciale per garantire che ricordi preziosi non vadano perduti nel “limbo” informatico.

Facebook e Instagram: Account Commemorativo o Eliminazione?

Le piattaforme del gruppo Meta offrono opzioni specifiche per gestire il decesso di un utente.

Su Facebook, è possibile nominare preventivamente un “Contatto erede” che potrà gestire il profilo trasformandolo in un account commemorativo (dove apparirà la scritta “In memoria di”). Questo spazio permette ad amici e parenti di condividere ricordi. In alternativa, si può richiedere l’eliminazione permanente. 

Per quanto riguarda Instagram, il rito è simile: i familiari possono richiedere la commemorazione del profilo inviando un certificato di morte, garantendo che le foto restino visibili come tributo digitale ma protette da accessi non autorizzati.

Google e Apple: pianificare l’accesso ai dati

Google mette a disposizione il “Gestore account inattivo”, uno strumento che permette di decidere cosa accadrà ai propri dati (Gmail, Google Foto, Drive) dopo un periodo di inattività. Puoi scegliere di inviare i file a una persona di fiducia o di cancellare tutto. 

Anche Apple ha introdotto il “Contatto erede”: attraverso un codice di accesso generato dal proprietario, l’erede designato potrà accedere a foto, messaggi e documenti salvati su iCloud dopo la scomparsa, evitando lunghe battaglie legali con l’assistenza tecnica.

Perché è importante parlarne oggi

Spesso ci si riduce a gestire queste pratiche nel momento del dolore, aggiungendo stress burocratico a una situazione già difficile. 

Definire le proprie volontà digitali è un atto di responsabilità verso chi resta. Oggi, la sensibilità verso questi temi è in crescita: molti cittadini scelgono di inserire istruzioni chiare nel proprio testamento o di affidare le password a un professionista. 

Gestire correttamente l’eredità digitale significa proteggere la propria reputazione postuma ed evitare che dati sensibili cadano nelle mani sbagliate.

Oggi non ci pensiamo, perché le persone che ci lasciano sono spesso anziane, e quindi non hanno una “storia digitale” troppo lunga; o i più giovani passano a miglior vita per delle tragiche fatalità. Ma l’eredità digitale rappresenta il racconto di una vita per le generazioni future. Per questo è necessario mettere in sicurezza i tuoi ricordi online.

Per maggiori informazioni, puoi contattarci alla mail info@funerel.it.

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